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Diritto Penale


2011-06-27

Profili della colpa medica Per un principio ormai generalizzato, quella del medico si ritiene essere una tipica obbligazione di mezzi. Come afferma la Suprema Corte, “il mancato o inesatto risultato della prestazione non consiste nell’inadempimento, ma costituisce il danno consequenziale alla non diligente esecuzione della prestazione. In queste obbligazioni in cui l’oggetto è l’attività l’inadempimento... leggi

2011-06-01

Risarcimento danni nei confronti della Pubblica Amministrazione La sentenza affronta l’importante tema della responsabilità della pubblica amministrazione per “danno cose in custodia” ex art. 2051 c.c. effettuando alcune importanti precisazioni in relazione alle differenze intercorrenti con l’ipotesi della responsabilità extracontrattuale di cui all’art. 2043 c.c. ed alle modalità di indagine processuali per il loro accertamento. La vicenda... leggi

2011-03-23

Circolare abusivamente con veicolo sottoposto a sequestro amministrativo La Corte di Cassazione, con la sentenza a Sezioni Unite del 21 gennaio 2011, n. 1963, ha stabilito che “la condotta di chi circola abusivamente con il veicolo sottoposto a sequestro amministrativo integra la sola violazione amministrativa, prevista dal comma 4 dell’art. 213 cod. strada, e non anche il reato di sottrazione o danneggiamento di cose sottoposte a sequestro ai sensi dell’art.... leggi

2010-11-10

Stalking, il nuovo e dilagante reato Il significato della parola”Stalking”lo possiamo rinvenire nel vocabolario inglese, e con tale termine ci riferiamo a tutta una serie di comportamenti messi in atto da un soggetto volti a perseguitare ed affliggere un'altra persona, ingenerandole stati di ansia e paura, che possono arrivare a comprometterne il normale svolgimento delle attività quotidiane. Ai fini della sussistenza del... leggi

2010-09-27

Struttura e funzioni del Tribunale di sorveglianza Il Tribunale di sorveglianza (fino al 1986 denominato Sezione) è costituito in corrispondenza delle Corti di Appello e la sua competenza territoriale è estesa all'intero distretto. È organo collegiale e specializzato, composto di magistrati ordinari destinati a svolgere in via esclusiva queste funzioni, e di esperti non togati. Il tribunale di sorveglianza, invece, ai sensi dell’art. 70... leggi

2010-09-23

La magistratura di sorveglianza La magistratura di sorveglianza è la parte del sistema giudiziario che si occupa della sorveglianza sull'esecuzione della pena. Il suo ruolo si svolge pertanto nel settore penale, e, temporalmente, dopo che la sentenza di condanna è stata pronunciata. Essa è nata con la legge di riforma penitenziaria 26 luglio 1975 n. 354, attuativa dell'art. 27 della Costituzione. Mentre in altri sistemi si... leggi

2010-09-21

Il Giudice dell’esecuzione In qualità di organo giurisdizionale che affianca con competenze diversificate la magistratura di sorveglianza, il Giudice dell’esecuzione è chiamato a risolvere tutte le questioni che possano insorgere relativamente al titolo esecutivo (esistenza, validità, cause di annullamento sopravvenute), anche con l’attribuzione di poteri di integrazione sostanziale del titolo stesso, qualora si... leggi

2010-09-14

Il Pubblico Ministero Il principale provvedimento di competenza del Pubblico Ministero, nella fase dell’esecuzione penale, è costituito dall’ordine di esecuzione emesso nelle ipotesi di cui all’art. 655 c.p.p. ovvero nel caso contemplato dall’art. 659 c.p.p.: se il condannato non è già detenuto per altro titolo, l’ordine di esecuzione emesso dal P. M. ne dispone la carcerazione. Tuttavia, la nuova... leggi

2010-09-10

Gli organi dell'esecuzione penale Gli organi dell’esecuzione penale sono molteplici e varie sono le loro funzioni di intervento: 1. Il Pubblico Ministero 2. Il Giudice dell’esecuzione 3. Il Giudice di sorveglianza 4. L’Autorità di pubblica sicurezza 5. L’Autorità carceraria 6. Il Cancelliere L’organo cui è affidata la funzione di porre in esecuzione il provvedimento irrevocabile emanato dal Giudice della... leggi

2010-08-04

Buona fede nell’esecuzione del contratto Premessa in fatto: la società X e la società Y sono legate da un rapporto contrattuale da oltre tre anni; il rapporto si è svolto serenamente nell’arco di tale periodo e le parti hanno eseguito, tutte le prestazioni dedotte nel contratto. Per l’esatta esecuzione di questo era necessario che X tollerasse una certa situazione (senza che questa comportasse alcun aggravio per X) non... leggi

2010-07-31

Gli interventi della Suprema Corte Le otto autorevoli sentenze della Corte costituzionale hanno provocato una situazione di "abrogazione di fatto", accettata da alcuni Tribunali di Sorveglianza e da altri no. Le assurde conseguenze sono che l’ammissibilità ai benefici e l’entità di pena da espiare per esservi ammessi varia da città a città, a seconda di ove si trovi l’Istituto penitenziario in cui un condannato è... leggi

2010-07-22

Gli interventi della Corte Costituzionale La pressante necessità della Magistratura, acuita dai drammatici episodi, di poter disporre di più efficaci ed indiscriminati strumenti di lotta alla cosiddetta criminalità organizzata ha, inevitabilmente portato il legislatore a varare delle norme caratterizzate dalla frettolosità. Al primo decreto legge hanno fatto seguito altri due provvedimenti integrativi, i quali hanno solo contribuito... leggi

2010-07-07

I collegamenti con la criminalità organizzata e il problema della prova La dimostrazione dell’insussistenza di collegamenti attuali con la criminalità organizzata è necessaria perché possano essere ammessi ai benefici penitenziari i detenuti o gli internati per i delitti di cui al 1° comma secondo periodo, gravi, ma connotati o da un miglior grado di coinvolgimento del reo o da un inizio di resipiscenza che questi abbia manifestato. L’irrilevanza o... leggi

2010-06-29

La distinzione tra collaborazione “piena” e collaborazione “attenuata” nell'art. 4 Bis Centrale, nell’art. 4-bis, la distinzione tra collaborazione “piena” e collaborazione “attenuata”, di cui solo la prima è idonea a far cadere il limite assoluto all’accesso ai “benefici” penitenziari per i detenuti di maggiore pericolosità sociale. La nozione ci collaborazione, introdotta dall’art. 58-ter ord. pen. , assume rilevanza, in questa sede, in riferimento alla... leggi

2010-06-10

I presupposti: i reati preclusivi L’attuale disciplina dell’art. 4-bis suddivide in tre gruppi i delitti interessati dalle preclusioni, sulla base di un “giudizio di pericolosità per così dire decrescente, cui corrispondono diversi gradi di possibilità di accesso ai benefici”. Teoricamente, i titoli di reato cui la norma si riferisci sono indicativi dell’appartenenza del detenuto ad un gruppo criminale, ma la... leggi

2010-05-31

La ratio dell’istituto L’ingresso nell’ordinamento penitenziari dell’art. 4-bis ha segnato una nuova stagione per la struttura, per la funzione, per le stesse logiche ispiratrici della normativa penitenziaria. La prima tappa di questa metamorfosi coincide con l’entrata in vigore del d.l. 152/91, il cui art. 1, introducendo l’art. 4-bis, disegna una disciplina speciale per la concessione delle misure... leggi
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