Stalking, il nuovo e dilagante reato

stalking-il-nuovo-e-dilagante-reato Il significato della parola”Stalking”lo possiamo rinvenire nel vocabolario inglese, e con tale termine ci riferiamo a tutta una serie di comportamenti messi in atto da un soggetto volti a perseguitare ed affliggere un’altra persona, ingenerandole stati di ansia e paura, che possono arrivare a comprometterne il normale svolgimento delle attività  quotidiane. Ai fini della sussistenza del reato di stalking, introdotto dal c.d. “Decreto sicurezza” approvato con Decreto Legge 23 febbraio 2009, n. 11 e convertito nella legge 23 aprile 2009, n. 38, è necessario e sufficiente che il comportamento del soggetto agente venga individuato in una vera e propria persecuzione ai danni della povera vittima, la quale è praticamente”braccata”e costantemente tenuta sotto controllo dalle azioni criminose dello stalker. Sono varie le motivazioni che possono indurre lo stalker ad agire, così come sono innumerevoli le azioni persecutorie che vengono messe in atto: talvolta possiamo parlare di molestie e di pedinamenti ai danni di un ex fidanzata/o o coniuge, oppure di comportamenti minatori(lettere,sms ecc.)in seguito a liti per futili motivi, incluse anche beghe condominiali.
Nella maggior parte dei casi le azioni degli stalker(detto anche”molestatore assillante”)traggono la loro motivazione proprio dalla citata sfera sentimentale:un rifiuto da parte della persona desiderata può innescare nello stalker un pericoloso meccanismo che si tramuta in una completa invasione della sfera privata della vittima. Ecco che iniziano così lunghi ed incessanti appostamenti, continue telefonate negli orari più disparati, sms inviati in larga quantità  e, finanche, vere e proprie aggressioni fisiche e verbali.
La vittima, di conseguenza, oltre a veder completamente ridotta e compressa la propria sfera di libertà , vede compromesso anche il proprio equilibrio psicologico. Difatti, sono molteplici i soggetti che, oltre allo status di terrore ed ansia, subiscono un vero e proprio trauma psicologico, che si tramuta poi in depressione ed istinto suicida. La vittima, per quanto possa essere breve il periodo in cui viene perseguitata, rischia di conservare a lungo delle vere e proprie ferite. Le conseguenze dello stalking infatti, per chi lo subisce, sono spesso diverse e si trascinano per molto tempo cronicizzandosi. In base al tipo di atti subìti e alle emozioni sperimentate possono determinarsi stati d’ansia e problemi di insonnia o incubi, ma anche flashback e veri e propri quadri di Disturbo Post Traumatico da Stress. Resta inoltre il problema gravissimo della lentezza giudiziaria. Oggi, ad esempio, una donna che denuncia il proprio coniuge per violenze in famiglia deve aspettare mediamente due anni o tre per vedere il suo fascicolo sul tavolo di un giudice in prima udienza. Passeranno altrettanti anni probabilmente per arrivare a una condanna definitiva. In tutto questo periodo di tempo è lasciata completamente sola dalle istituzioni a gestire situazioni difficili e pericolose che spesso sfociano in vere e proprie tragedie.Più che il problema della pena, resta grave infatti quello del grande vuoto delle istituzioni, completamente assenti dal momento in cui una donna sporge denuncia fino a quello in cui viene emessa una condanna spesso inutile ed irrisoria, periodo durante il quale può veramente accadere di tutto. Ciò che viene consigliato alle vittime di stalking è di denunciare tempestivamente le persecuzioni subìte, e di conservare sempre una traccia delle stesse(ad esempio conservando le lettere minatorie e gli sms), portando all’attenzione degli inquirenti tutti quegli elementi che potranno essere ritenuti fondamentali per agire in maniera decisa contro il molestatore assillante.

Avv.Gianluca Zaccaria
Via Marche n.64
74100 Taranto


Avv. Filomena Falsetta
Presidente Unione Avvocati Cosenza
http://gianlucazaccaria.altervista.org/

 
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