TAGS Diritto Penale
2009-03-23

L'art. 73, comma 1bis, D.P.R. 309/90 recita che è punito con la reclusione da sei a venti anni e con la multa da € 26.000 a € 260.000 “chiunque (...) illecitamente detiene: a) sostanze stupefacenti o psicotrope che per quantità (...) ovvero per modalità di presentazione, avuto riguardo al peso lordo complessivo o al confezionamento frazionato, ovvero per altre circostanze dell'azione,...
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2010-05-26

L’art. 4-bis è stato aggiunto alla L. 354/1975 (norme sull’ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà) dal d.l. 13 maggio 1991, n. 152, convertito nella L. 12 luglio 1991 n. 203, e modificato in seguito al d.l. 8 giugno 1992, n. 306, convertito nella L. 7 agosto 1992 n. 356, nonché al d.l. 14 giugno 1993 n. 187, convertito nella L. 12...
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2010-05-31

L’ingresso nell’ordinamento penitenziari dell’art. 4-bis ha segnato una nuova stagione per la struttura, per la funzione, per le stesse logiche ispiratrici della normativa penitenziaria. La prima tappa di questa metamorfosi coincide con l’entrata in vigore del d.l. 152/91, il cui art. 1, introducendo l’art. 4-bis, disegna una disciplina speciale per la concessione delle misure...
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2010-06-10

L’attuale disciplina dell’art. 4-bis suddivide in tre gruppi i delitti interessati dalle preclusioni, sulla base di un “giudizio di pericolosità per così dire decrescente, cui corrispondono diversi gradi di possibilità di accesso ai benefici”. Teoricamente, i titoli di reato cui la norma si riferisci sono indicativi dell’appartenenza del detenuto ad un gruppo criminale, ma la...
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2010-06-29

Centrale, nell’art. 4-bis, la distinzione tra collaborazione “piena” e collaborazione “attenuata”, di cui solo la prima è idonea a far cadere il limite assoluto all’accesso ai “benefici” penitenziari per i detenuti di maggiore pericolosità sociale. La nozione ci collaborazione, introdotta dall’art. 58-ter ord. pen. , assume rilevanza, in questa sede, in riferimento alla...
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2010-07-07

La dimostrazione dell’insussistenza di collegamenti attuali con la criminalità organizzata è necessaria perché possano essere ammessi ai benefici penitenziari i detenuti o gli internati per i delitti di cui al 1° comma secondo periodo, gravi, ma connotati o da un miglior grado di coinvolgimento del reo o da un inizio di resipiscenza che questi abbia manifestato. L’irrilevanza o...
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2010-07-22

La pressante necessità della Magistratura, acuita dai drammatici episodi, di poter disporre di più efficaci ed indiscriminati strumenti di lotta alla cosiddetta criminalità organizzata ha, inevitabilmente portato il legislatore a varare delle norme caratterizzate dalla frettolosità.
Al primo decreto legge hanno fatto seguito altri due provvedimenti integrativi, i quali hanno solo contribuito...
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2010-07-31

Le otto autorevoli sentenze della Corte costituzionale hanno provocato una situazione di "abrogazione di fatto", accettata da alcuni Tribunali di Sorveglianza e da altri no. Le assurde conseguenze sono che l’ammissibilità ai benefici e l’entità di pena da espiare per esservi ammessi varia da città a città, a seconda di ove si trovi l’Istituto penitenziario in cui un condannato è...
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2010-08-04

Premessa in fatto: la società X e la società Y sono legate da un rapporto contrattuale da oltre tre anni; il rapporto si è svolto serenamente nell’arco di tale periodo e le parti hanno eseguito, tutte le prestazioni dedotte nel contratto. Per l’esatta esecuzione di questo era necessario che X tollerasse una certa situazione (senza che questa comportasse alcun aggravio per X) non...
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2010-09-10

Gli organi dell’esecuzione penale sono molteplici e varie sono le loro funzioni di intervento:
1. Il Pubblico Ministero
2. Il Giudice dell’esecuzione
3. Il Giudice di sorveglianza
4. L’Autorità di pubblica sicurezza
5. L’Autorità carceraria
6. Il Cancelliere
L’organo cui è affidata la funzione di porre in esecuzione il provvedimento irrevocabile emanato dal Giudice della...
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2010-09-14

Il principale provvedimento di competenza del Pubblico Ministero, nella fase dell’esecuzione penale, è costituito dall’ordine di esecuzione emesso nelle ipotesi di cui all’art. 655 c.p.p. ovvero nel caso contemplato dall’art. 659 c.p.p.: se il condannato non è già detenuto per altro titolo, l’ordine di esecuzione emesso dal P. M. ne dispone la carcerazione. Tuttavia, la nuova...
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2010-09-21

In qualità di organo giurisdizionale che affianca con competenze diversificate la magistratura di sorveglianza, il Giudice dell’esecuzione è chiamato a risolvere tutte le questioni che possano insorgere relativamente al titolo esecutivo (esistenza, validità, cause di annullamento sopravvenute), anche con l’attribuzione di poteri di integrazione sostanziale del titolo stesso, qualora si...
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2010-09-23

La magistratura di sorveglianza è la parte del sistema giudiziario che si occupa della sorveglianza sull'esecuzione della pena. Il suo ruolo si svolge pertanto nel settore penale, e, temporalmente, dopo che la sentenza di condanna è stata pronunciata. Essa è nata con la legge di riforma penitenziaria 26 luglio 1975 n. 354, attuativa dell'art. 27 della Costituzione. Mentre in altri sistemi si...
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2010-09-27

Il Tribunale di sorveglianza (fino al 1986 denominato Sezione) è costituito in corrispondenza delle Corti di Appello e la sua competenza territoriale è estesa all'intero distretto. È organo collegiale e specializzato, composto di magistrati ordinari destinati a svolgere in via esclusiva queste funzioni, e di esperti non togati.
Il tribunale di sorveglianza, invece, ai sensi dell’art. 70...
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2010-11-10

Il significato della parola”Stalking”lo possiamo rinvenire nel vocabolario inglese, e con tale termine ci riferiamo a tutta una serie di comportamenti messi in atto da un soggetto volti a perseguitare ed affliggere un'altra persona, ingenerandole stati di ansia e paura, che possono arrivare a comprometterne il normale svolgimento delle attività quotidiane. Ai fini della sussistenza del...
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2010-12-01

La fonte principale del diritto penitenziario vigente è la L. 26 luglio 1975, n. 354 recante il titolo “Norme sull’ordinamento penitenziario e sull’esecuzione delle misure privative e limitative della libertà”, la quale è stata poi oggetto di modifica ad opera di leggi successive.
La riforma penitenziaria avvenuta nel 1975 segna una svolta storica, almeno dal punto di vista dei...
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2010-12-03

Tra le misure alternative alla detenzione previste e disciplinate nel capo VI del Titolo I della legge 354/75 , una posizione preminente assume l'affidamento in prova al servizio sociale, definito il "fiore all'occhiello" dell'ordinamento penitenziario . All'affidamento in prova è attribuito un ruolo centrale nell'espiazione della pena extra moenia, cioè con modalità diverse dall'esecuzione in...
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2010-12-10

L’art. 47-ter, modificato una prima volta con la legge 12 agosto 1993 n. 296, colloca la detenzione domiciliare accanto alle misure alternative tradizionali, ma con caratteristiche proprie : essa non cessa di avere una natura detentiva reale; prevede la possibilità che il soggetto si assenti dall’abitazione per provvedere alle esigenze di vita personali o per svolgere attività lavorativa;...
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